Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

Non vorrei aggiungere altro.

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Bush si salvò dalla pena di morte. Vertici Usa come i Nazi a Norimberga.

Prima di divenire ministro della giustizia, Alberto Gonzalez era consigliere alla Casa Bianca per George W. Bush, e in quella veste egli per primo suggerì, all’allora presidente, di condurre gli Stati Uniti fuori dalla Convenzione di Ginevra. Tale consiglio scaturi per il timore che, la condotta USA nella “lotta al terrorismo” avrebbe portato addirittura il presidente ad una condanna a morte da parte di un tribunale ordinario americano per crimini contro l’umanità. Sembra uno scherzo, e per certi versi vorrei tanto che lo fosse, ma l’analisi della legge votata dal congresso nel 96 conosciuta come War Crimes Act (18 U.S.C. 2441), ci fa capire come tale scenario fosse concreto. La suddetta legge stabiliva che la violazione della Convenzione di Ginevra era da considerarsi un reato federale, con particolare riferimento a “uccisioni, torture o trattamenti inumani di prigionieri”. La pena capitale era prevista se le violazioni avevano portato alla morte di esseri umani.

Nelle alte sfere del potere politico statunitense era ovviamente chiaro il modus operandi adottato a Guantanamo (e successivamente di Abu Ghraib in Iraq), oltre che i piani criminali per le politiche guerrafondaie adottate, tanto da risultare chiaro il consiglio di Gonzales in un suo memoriale datato 25 gennaio 2002, a cui fece eco la presa di posizione dell’allora ministro della Giustizia Ashcroft, che dichiarò che “l’abbandono dell’adesione degli Stati Uniti alla Convenzione di Ginevra, avrebbe dato le maggiori garanzie affinché i funzionari militari, di Intelligence e di polizia, non venissero perseguiti in virtù del War Crimes Act”.
Quando poi, nel 2003,  un rapporto della prestigiosa National Lawyers Guild Convention , sancì la responsabilità diretta di Bush e altri funzionari di governo per le guerre illegali in Afghanistan e Iraq, che causarono decine di migliaia di vittime innocenti, in piena violazione dei principi costituzionali americani, di Norimberga e della Carta delle nazioni Unite, il pericolo divenne così concreto da indurre Gonzales ad autorizzare la CIA a trasferire i prigionieri di guerra iracheni in quei paesi dove la tortura era sistematica (memoriale prodotto dal Dipartimento di Giustizia del 19 marzo 2004), in piena violazione della Convenzione di Ginevra e dello stesso War Crimes Act. Esattamente due mesi dopo, in maggio, il Wall Street Journal avrebbe reso pubblico il rapporto della Croce Rossa Internazionale (datato ottobre 2003!!!) che avrebbe fatto esplodere lo scandalo delle torture americane ai prigionieri iracheni del carcere di Abu Ghraib.

Leggiamo bene quanto segue:

“I seguenti atti, o uno qualsiasi di loro, sono crimini che ricadono sotto la nostra giurisdizione e per i quali la responsabilità sarà individuale:
-Crimini contro la pace, come la pianificazione, preparazione, e lancio di una guerra di aggressione o in violazione dei trattati internazionali…
-Crimini di Guerra, come le violazioni delle leggi di condotta di guerra. Tali violazioni includono, fra gli altri, l’uccisione o il maltrattamento dei prigionieri di guerra… l’uccisione dei civili della popolazione nei Territori Occupati… la devastazione di città, cittadine, villaggi…
I leader, gli organizzatori, gli istigatori e i loro complici che hanno partecipato alla formulazione dell’esecuzione di un Piano Comune per commettere uno dei crimini sopracitati, sono responsabili per tutti gli atti commessi da chiunque nell’esecuzione di quel piano”
(Tribunale Militare Internazionale di NORIMBERGA, 8 agosto 1945) 

Qualcuno delirerà ancora di fantomatiche guerre all’oppressore ed esportazione di democrazia, per giustificare dei mezzi che anche solo il buon senso ci indurrebbe a ritenere un insulto a quanto di umano ci è rimasto dentro, ma basta così poco per rivelare la vera natura di menzogne come queste, a squarciare il sottile e amorale velo di legittimità che qualcuno ci ha steso sopra per nascondere la natura oscena dei propri intenti, che spesso mi chiedo dove sia finito lo spirito critico della gente, se davvero l’uomo sia un animale dotato di intelligenza.

In nome della lotta al terrorismo e sostenendo la tesi di un arsenale atomico in possesso di Saddam Hussein (tesi ridicolizzata successivamente in più sedi tanto da essere ufficialmente riconosciuta come infondata anche dalla Gran Bretagna), il 20 marzo 2003 “l’eroica Coalizione Occidentale” iniziava la seconda Guerra del Golfo.
Nel febbraio 2003, ovvero sia più di un mese prima dell’inizio delle operazioni, già circolava fra i lobbisti aziendali di Washington un documento intitolato ” Moving the Iraqui economy from Recovery to Sustainable Growth” , dove si tracciava una strategia su come spartirsi la torta nel dopoguerra iracheno. L’esistenza del documento fu comprovata poco dopo, dalla citazione dello stesso in un rapporto richiesto dalla Commissione del Senato americano.
Verrebbe spontaneo chiedersi se c’è ancora qualcuno che crede in questi sedicenti paladini della giustizia.

Fonti (“Perchè ci Odiano” – Bur 2006- di paolo Barnard)

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Attacco a Wikileaks, il portale delle rivelazioni (pilotate??).

E’ di oggi la notizia di una guerra a suon di attacchi informatici fra gli Hacker di ” Anonymous” vicini al portale di WIkileaks e HBGary Federal, una società di sicurezza informatica che si occupa della sicurezza di importanti enti governativi statunitensi.
Sembra che il tutto sia nato dopo le dichiarazioni di Aaron Barr, amministratore delegato dell’azienda sopracitata, in merito ad un attacco informatico da lui condotto nei confronti di Wikileaks e dei suoi collaboratori, che gli avrebbe garantito l’identità di molti “hackers” vicini ad Assange. Al di la della verdicità delle dichiarazioni di Barr, la risposta di Anonymous non si è fatta attendere, e oltre ad aver messo il sito dell’azienda statunitense fuori uso e bloccato l’account Twitter del suo rappresentante, ha reso pubblici dati personali ed e-mail private rivelando anche un complotto per screditare Wikileaks.

E’ da tempo che in tutta questa storia di Wikileaks c’è qualcosa che non mi torna, qualcosa che stride… E colto da un improvvisa “epifania” mi sono chiesto: ” Ma cosa ha rivelato di così compromettente Wikileaks fino ad oggi??”

… assolutamnte niente che già non si sapesse, al limite solo qualcosa che aveva bisogno di conferme.

Cercando notizie sulla rete mi sono imbattuto in questo , leggetelo, e magari vi chiederete anche voi perchè, degli innumerevoli documenti del Dipartimento di Stato Americano intercettati, solo 77 menzionano Israele (tra l’altro senza rivelare nulla di che), nonostante sia risaputo a tutti lo stretto legame che unisce i due stati, e perchè l’unica “cospirazione” che Assange rifiuta categoricamente è quella dell’ “11 Settembre”.

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