Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

Saviano é molto peggio della Camorra

Di Paolo Barnard

Potrei fare a pezzi l’ultima uscita di Roberto Saviano sul New York Times con una pesante e uggiosissima sfilza di critiche tecniche a molte delle sue parti. Ma non è necessario. Che questo sciagurato falsario morale – un servile apologista dei colossali crimini d’Israele mai mosso da un grammo di pietà per il genocidio dei palestinesi, ma ostentatamente dilaniato dal ‘genocidio’ dei campani per mano della Camorra (che ha ammazzato in 30 anni quello che Israele ha ucciso in un singolo bombardamento sui contadini del Libano in pochi mesi, solo uno dei tanti crimini contro l’umanità di Tel Aviv) – sia una vergogna nazionale l’avevo già scritto, un pupazzo editoriale autore di un libro sulla Camorra che ha rivelato di quell’organizzazione cose che hanno fatto sbadigliare mezza Campania. Leggi il seguito di questo post »

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Le omissioni di Benigni.

Ho visto l’intero show del comico-regista toscano, e  devo dire che, sempre di più ho la conferma di come gli italiani siano facilmente “addomesticabili” e sensibili alle costrizioni che gli vengono imposte.

Non serve molto: un nome famoso, un po di quello che nei termini tecnici del marketing viene definito “hipe” (ovvero l’attesa), un’ occasione importante, e il più è fatto. Vedere nei giorni successivi gli applausi scroscianti (rigorosamente bipartisan) verso il menestrello di turno che rimbalzano su tutti i media nazionali, mentre la camera e il senato continuano a approvare decreti legge vergognosi, sotto il colpevole silenzio di quello che qualcuno ha ancora il coraggio di chiamare giornalismo, è solo l’ovvia conseguenza di una propaganda continua che siamo costretti a subire.

Mi chiedo se sia lecita attendersi qualcosa di più da un programma come Sanremo.
Mi chiedo perchè Benigni si “dimentichi” di menzionare che tutti i protagonisti dell’unità d’Italia erano aderenti alla MASSONERIA.
Mi chiedo come mai, invece, non si sia dimenticato di intascare 250 mila euro, che pagheranno i cittadini, per una lezioncina di 40 minuti (alla faccia della crisi!) intrisa di retorica e verità di comodo, come qualsiasi manuale scolastico.

Una storia già vista… una lezione MAI imparata.

 

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