Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

Digna Radio 7.0, notizie e analisi dal Messico che lotta

Digna Radio 7  PIRATA – 23.07.2012

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Lettera dalla val di Susa

Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l’associazione Materya, e il suo impegno per l’ambiente.

In Val di Susa c’è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.

Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un’opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di Messina.

TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.

Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.

Non mi dilungo sull’impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall’Enel perché ricca di Uranio, ma vi informo di questo:

I soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2% ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l’ha messa? Voi! O se preferite lo Stato italiano! Entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l’opera.

45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l’estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.

Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l’acqua minerale di Lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?

A proposito…non passeranno dalla Val di Susa le merci…Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto.

Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno..
Grazie del vostro tempo.. e chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro divulghi questa mail.

Claudio Guerra

Per saperne di più http://www.notav.eu

http://www.disinformazione.it

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Odio gli indifferenti.

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci 11 febbraio 1917

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Le omissioni di Benigni.

Ho visto l’intero show del comico-regista toscano, e  devo dire che, sempre di più ho la conferma di come gli italiani siano facilmente “addomesticabili” e sensibili alle costrizioni che gli vengono imposte.

Non serve molto: un nome famoso, un po di quello che nei termini tecnici del marketing viene definito “hipe” (ovvero l’attesa), un’ occasione importante, e il più è fatto. Vedere nei giorni successivi gli applausi scroscianti (rigorosamente bipartisan) verso il menestrello di turno che rimbalzano su tutti i media nazionali, mentre la camera e il senato continuano a approvare decreti legge vergognosi, sotto il colpevole silenzio di quello che qualcuno ha ancora il coraggio di chiamare giornalismo, è solo l’ovvia conseguenza di una propaganda continua che siamo costretti a subire.

Mi chiedo se sia lecita attendersi qualcosa di più da un programma come Sanremo.
Mi chiedo perchè Benigni si “dimentichi” di menzionare che tutti i protagonisti dell’unità d’Italia erano aderenti alla MASSONERIA.
Mi chiedo come mai, invece, non si sia dimenticato di intascare 250 mila euro, che pagheranno i cittadini, per una lezioncina di 40 minuti (alla faccia della crisi!) intrisa di retorica e verità di comodo, come qualsiasi manuale scolastico.

Una storia già vista… una lezione MAI imparata.

 

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L’Etica assente

In questi giorni tiene banco la questione Bertolaso, come un autentico “affaire” rimbalza da un emittente all’altra, da una testata giornalistica all’altra, la notizia dell’iscrizione nell’albo degli indagati del n°1 della protezione Civile Italiana (ancora fresco delle polemiche con gli USA sul caso Haiti).
Come al solito l’uso che si fa della notizia è di bassisima lega, si punta l’attenzione sullo sfondo erotico della vicenda, con i presunti festini, le massaggiatrici di mezza età e le brasiliane, che nel nostro  immaginario hanno sempre un bell’effetto.

Daltronde, come sappiamo da tempo, il sistema mediatico italiano (salvo qualche raro caso) è come una compagnia teatrale, ognuno recita una parte che agli occhi dello spettatore DEVE sembrare reale… e allora via libera alle vicende erotiche di Giudo “Holmes” Bertolaso, di quelle che agli italiani piacciono tanto, perchè se dovessero dare un opinione seria sulle falle della nostra amministrazione pubblica, sulla farsa della privatizzazione della Protezione Civile, o sull’assenza totale di ETICA nell’operato dei nostri politicanti, gli schemi mentali basati su un codice binario, destra-sinistra, proprio dell’italiano medio non sarebbero sufficienti al raggiungimento di alcun risultato.

Forse sarebbe più lecito chiedersi che tipo di rapporti dovrebbe avere uno come Bertolaso, nella sua carica pubblica, con il palazzinaro di turno, sul perchè il sistema appaltistico italiano renda così semplice pilotare la scelta di un azienda alla quale assegnare lavori pubblici. Quando riusciremo fnalmente a capire che il problema non sono i magistrati, ma la giustizia? Che i furbi non stanno solo a destra o a sinistra ma che malcostume politico nostrano è un “movimento trasversale” in cui mafia e massoneria hanno radici ben piantate?
La soluzione dei problemi necessita di un prima fase di analisi che spesso viene consapevolmente “minata”, lo scandalo sessuale, la faziosità della magistratura, i processi ad orologeria e via dicendo, e noi regolarmente ci caschiamo: i “perchè” vengono nascosti o sostituiti e il problema reale spesso non si affronta. Nella fattispecie si pone attenzione sullo scandalo sessuale di Bertolaso, o sulla commedia delle sue dimissioni, alcuni lo indicano come vittima della magistratura, ma non ci si chiede come tutto questo sia stato possibile! Non si pensa a come creare delle regole più adatte e a come farle rispettare. Sappiamo tutti che probabilmente questi signori non faranno un solo giorno di galera, dimostrando ancora una volta che, purtroppo, “il crimine paga”.

La nascita della protezione civile S.P.A.  sancirà di fatto la morte dello spirito di questa associazione che ha fatto del volontariato la sua forza, e sopratutto sarà l’ennesima manovra per togliere  trasparenza alla gestione dei soldi dei contribuenti destinati alla gestione delle emergenze, aggiungendo al danno, la beffa.

Povera povera Italia…

 

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