Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

Primavere colorate e colpi di stato.

Li dove hanno fallito i corruttori di professione, tenteranno miglior sorte i golpisti di destra.
E’ questo il semplice meccanismo che si mette in moto ogni volta che governi legittimi di ispirazione socialista cercano di dare delle risposte alternative al modello economico-culturale fallimantare occidentale?
Non c’é nemmeno bisogno di mischaire le carte, di studiare strategie nuove, sempre la solita prassi? Non voglio pensare che l’uomo sia cosí naturalemnte stupido e ignorante. Leggi il seguito di questo post »

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Padroni di schiavi che dimenticano.

Una lettera, che ha quasi la mia etá. Tempi lontani e luoghi distanti, sembra quasi un’altra era, ma nel seguire i fili della storia e dei fatti, che le scuole e l’istruzione ignorano sempre di piú lasciando spazio a giorni della memoria propagandistica, mi accorgo dei legami che ancora oggi ci sono fra quello che costruiamo ogni giorno e i nefasti fatti di un passato non troppo remoto, e allora capisco.
Il Fondo Monetario Internazionale, le multinazionali e le tessere della P2 affiorano come cadaveri galleggianti nel fiume della memoria di questa faccenda, e in questa lettera, in questo prezioso documento, emerge tutta la chiarezza dei loro coinvolgimenti, visti da un grande uomo che un giorno dopo aver pubblicato le sue parole é scopmarso nel nulla. Leggi il seguito di questo post »

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Il prezzo del dissenso.

Cerco di fare quello che posso, nel mio piccolo spazio. Su di un blog non è semplice lavorare, perlomeno non lo è per me, ma quando ti senti bruciare dentro, queste pagine diventano le tue migliori amiche.
Oggi mi piacerebbe parlare di un altro uomo coraggioso, che ha scelto di vivere la sua vita nel paese che amo di più al mondo: il Messico.
Questa volta la proverbiale ospitalità messicana sembra essere venuta meno, cancellando tutto di un colpo la tradizione fatta di asili politici e accoglienza verso gli stranieri (non solo portatori di soldi)  propria di quella terra. Giovanni Proiettis è un giornalista italiano, che vive legalmente da quelle parti da circa 16 anni, lavora come professore ed è impegnato in un progetto di eco-turismo nella cittadina di Venustiano Carranza in Chiapas, le sue attività sembrano non essere particolarmente gradite a qualcuno, in particolar modo ad alcuni esponenti del PRD come il governatore Juán Sabines. Quattro mesi fa il governo fece un primo, timido tentativo di liberarsi di questa persona scomoda agli interessi di alcuni soggetti, decretando un espulsione dal paese per poi tornare sui suoi passi (con tanto di scuse e giustificazioni ridicole) una volta appurato che non era il caso di farla così “sporca”. Ma forse qualcuno ha continuato a fare pressioni, fino al punto in cui, alcuni giorni fa, le autorità dell’Istituto Nacional de Migracion, lo hanno praticamente sequestrato, privato dei propri diritti e senza nessun motivo imbarcato a forza su di un aereo diretto a Roma. Inutile l’ordinanza di un giudice di Tuxtla in favore del giornalista che ne impediva di fatto la deportazione, è arrivata alle autorità due ore dopo ce Gianni (così lo chiamano gli amici) era stato imbarcato sull’aereo.  L’ennesima ingiustizia è stata perpetrata nei confronti di un uomo “degno” che con il suo lavoro e il suo impegno ha dato voce agli oppressi (come l’intervista al padre del leader sindacale Mariano Abarca, assassinato nel novembre 2009, tanto scomoda alla multinazionale mineraria Blackfire Exploration), ma non possiamo voltarci dall’altra parte, disillusi o pigri, con il timore di non poter far niente, nel nostro piccolo spazio abbiamo il dovere morale di dare eco a quella moltitudine di voci di dissenso che non vogliono smettere di esistere.

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