Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

GENOVA 2001, nomi e cognomi.

La preparazione di Genova 2001, la protesta, il dopo G8, sono per molte ragioni il simbolo dell’emersione di punti di vista e di pratiche sociali che hanno segnato la storia di singoli cittadini, di movimenti e pure di media indipendenti. Indirettamente anche di Comune-info, che all’epoca non era nato, ma tutti i suoi promotori e redattori erano lì. Di seguito, un articolo che ricostruisce in modo puntuale quanto accaduto negli ultimi anni, partendo dai processi. Non lo leggerete sui «grandi» media. Fatelo girare, come hanno cominciato a fare Wu Ming e altri.

I commenti che sta suscitando la sentenza della cassazione sulla Diaz dimostrano almeno un fatto: Il G8 di Genova non si può derubricare ad una questione giudiziaria. Ma ora che lo stanno scrivendo anche i maggiori quotidiani italiani c’è un rischio: quello di dare le risposte sbagliate alle tante domande che si stanno ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica. E allora tanto vale la pena di chiarirne qualcuna e usare nomi e cognomi. Leggi il seguito di questo post »

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Padroni di schiavi che dimenticano.

Una lettera, che ha quasi la mia etá. Tempi lontani e luoghi distanti, sembra quasi un’altra era, ma nel seguire i fili della storia e dei fatti, che le scuole e l’istruzione ignorano sempre di piú lasciando spazio a giorni della memoria propagandistica, mi accorgo dei legami che ancora oggi ci sono fra quello che costruiamo ogni giorno e i nefasti fatti di un passato non troppo remoto, e allora capisco.
Il Fondo Monetario Internazionale, le multinazionali e le tessere della P2 affiorano come cadaveri galleggianti nel fiume della memoria di questa faccenda, e in questa lettera, in questo prezioso documento, emerge tutta la chiarezza dei loro coinvolgimenti, visti da un grande uomo che un giorno dopo aver pubblicato le sue parole é scopmarso nel nulla. Leggi il seguito di questo post »

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Por algo serà…

Tessera P2“Per qualcosa sarà…” come a dire “qualcosa avrà fatto..” un modo come un altro per voltarsi dall’altra parte, a cercare verdi giardini da contemplare invece di chiedersi perchè. Così, all’alba del golpe Argentino del ’76, era solita dire la gente della borghesia benestante (e benpensante) di Buenos Aires; sotto i loro sguardi intanto scomparivano 30.000 persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico, così, rapite in pieno giorno davanti a tutti, o nel cuore della notte a casa propria, destinati a sparire per sempre e acquisire lo stato di Desaparecidos. I più avevano l’unica colpa di avere nel cuore quell’irrequietezza e senso di giustizia propri dei rivoluzionari dell’america latina, di adoperarsi e pensare per il bene della collettività piuttosto che per il proprio tornaconto. Di tutta la dittatura Militare argentina quelle tre parole sono il punto più basso ed infimo. Nella codardia e nell’indifferenza di chi pronunciò quelle parole sta gran parte della responsabilità di quanto successo.
Oggi, a distanza di 30 anni da quella oscura pagina di storia, le cose sono cambiate meno di quanto si creda. Ogni giorno l’opinione pubblica chiude gli occhi davanti ai crimini contro l’umanità, nella magior parte dei casi cullandosi dietro una colpevole e sedicente impotenza e nei restanti nascondendosi dietro ai più ignobili dei luoghi comuni.

Loggia Massonica : per definizione una logga massonica è un ordine iniziatico volto al miglioramento dell’individuo, dell’uomo o dell’umanità, secondo dei principi e degli ideali di natura morale e metafisica che TUTTI gli affiliati condividono.
“Propaganda 2”, meglio nota come P2 era una loggia massonica che si proponeva come fne la sovversione dell’ordine politico ed economico Italiano. Le relazioni fra P2 e il tentativo di colpo di stato di Valerio Junio Borghese sono note a tutti, come note a tutti sono le relazioni tra il venerabile “Gelli” (che poi di venerabile non ho mai capito cosa avesse) e la CIA in un ottica anticomunista. Cosa meno nota è che la tessera 478 della p2 apaprteneva a Emilio Eduardo Massera, ammiraglio della “gloriosa” marina Argentina e fautore, insieme al generale Videla del sanguinoso golpe sopracitato. Oggi come oggi da italiano mi verrebbe da pensare che siamo stati fortunati, perchè forse un esperienza così triste sarebbe potuta appartenere alla nostra memoria, ma poi rifletto e rabbrividisco se penso che la tessera 625 apparteneva al nostro attuale presidente del consiglio. Sapere che due uomini così distanti nell’immaginario collettivo condividevano gli stessi “ideali di natura morale e metafisica” mi fa riconsiderare e vedere sotto un altra luce alcuni fatti degli ultimi anni: dall’assassinio di Carlo Giuliani alla questione del conflitto d’interessi, le recenti riforme “condivise” della giustizia, i vari indulti, la privatizzazione dell’acqua, il bavaglio al web… tutte manovre degne di una dittatura, l’opposizione che volutamente latita… e le mie opinioni sull’informazione, anche su mia nonna, che schiava dell’abusivo Emilio Fede continua ad elogiare il sorriso del Cavaliere….. forse dovremmo iniziare a considerare la situazione in una maniera più seria, o semplicemente continuare a girarci dall’altra parte, proprio come la borghesia argentina degli anni della dittatura.

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