Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

La memoria degli infedeli.

Oggi é stato il giorno del ricordo, quello di un ragazzo di 20 anni assassinato da uno stato repressivo. Oggi é stato il giorno della sua memoria, nessuna grande manifestazione, nessun riconoscimento e nessun titolo di giornale. Oggi lo abbiamo ricordato noi, vecchi e nuovi, fra le indifferenze e le calunnie dei borghesi benpensanti.
Ancora oggi dopo undici anni quel maledetto pomeriggio rimane immerso in una nebbia di bugie e ignoranza, dalle cariche ingustificate dei carabinieri su un corteo autorizzato e (fino a quel momento) pacifico, alle teorie dei sassi che deviano proiettili, tutto fino ad arrivare allo scempio di un corpo, forse ancora vivo, nel tentativo di fabricare l’ennesima menzogna: la pietra assassina di un compagno. Tutto é ancora senza un perché che ci faccia respirare. Tante teorie e una veritá semplice, scomoda, che sta li, sotto gli occhi di tutti, guardata con diffidenza dai complici piú corrotti di questi crimini, gli indifferenti. Ma sebbene il dramma dell’indifferenza altrui sia qualcosa con la quale ci siamo abituati a vivere, fa male vedere ancora le ignoranti e ipocrite sentenze della maggior parte della gente comune e immagino quanto quelle parole possano far male ai genitori di Carlo, gente mite e coraggiosa, sempre e comunque fedele all’amore per un figlio che sapevano essere nel giusto.
E allora continuiamo cosí, ricordando Carlo per quello che era, non un martire, non un criminale, ma un ragazzo come tanti, pieno di speranze e voglia di vivere. Continueremo a ricordarlo consapevoli di coltivare una memoria scomoda, che tennteranno di infangare ad ogni passo, lo faremo consapevoli, purtroppo, di buttare sale sulle ferite aperte nei cuori di chi gli voleva bene, perché nessuno di noi fará mai un passo indietro nella lotta per difendere la dignitá che troppi sciacalli e indifferenti vogliono sottrargli.

Coltiveremo la sua memoria come infedeli di questa societá che ci vuole allineati e obbedienti, e che punisce, impaurita, assassinando chi non china la testa.

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GENOVA 2001, nomi e cognomi.

La preparazione di Genova 2001, la protesta, il dopo G8, sono per molte ragioni il simbolo dell’emersione di punti di vista e di pratiche sociali che hanno segnato la storia di singoli cittadini, di movimenti e pure di media indipendenti. Indirettamente anche di Comune-info, che all’epoca non era nato, ma tutti i suoi promotori e redattori erano lì. Di seguito, un articolo che ricostruisce in modo puntuale quanto accaduto negli ultimi anni, partendo dai processi. Non lo leggerete sui «grandi» media. Fatelo girare, come hanno cominciato a fare Wu Ming e altri.

I commenti che sta suscitando la sentenza della cassazione sulla Diaz dimostrano almeno un fatto: Il G8 di Genova non si può derubricare ad una questione giudiziaria. Ma ora che lo stanno scrivendo anche i maggiori quotidiani italiani c’è un rischio: quello di dare le risposte sbagliate alle tante domande che si stanno ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica. E allora tanto vale la pena di chiarirne qualcuna e usare nomi e cognomi. Leggi il seguito di questo post »

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