Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

Il silenzio che pesa come un macigno.

Quando stamane sono iniziate ad arrivare le prime nostizie frammentarie non sapevamo cosa aspettarci. Sono passate ore, i trepidante attesa di informazioni che arrivavano a singhiozzo: San Cristóbal, Ocosingo, Palenque, Las Margaritas…. migliaia di basi d’appoggio del EZLN, marciavano ordinati e silenziosi in diversi municipi, nemmeno un disordine e gli occhi del mondo intero puntati addosso.

Stiamo ancora aspettando l’evolversi della situazione, a San Cristóbal almeno 10 mila zapatisti hanno improvvisato un palco davanti alla cattedrale e sono saliti tutti indistintamente e ordinatamente sul palco, nessun dirigente, nessun individualitá… nemmeno una parola. Un ora in cui tutti sono saliti alzando il pugno al cielo su uno scenario modesto e unico al tempo stesso…

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I caracoles si mobilitano, riappaiono i zapatisti.

Migliaia di zapatisti arrivano a Ocosingo e San Cristóbal de las Casas
 
Ocosingo, Chiapas. Migliaia di basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) sono radunati in fila e in silenzio nella piazza di Ocosingo, Chiapas. Più di 6000 ribelli, soprattutto giovani, sono giunti qui ​​fin dalle 6 del mattino e continuano ad arrivare in questo municipio che fu conquistato dai ribelli nel gennaio 1994. C’è anche un raduno di massa a San Cristobal de las Casas, dove dalle 9 del mattino hanno cominciato ad arrivare dal caracol di Oventik sotto una pioggia persistente.
 
Anche se dal loro arrivo gli zapatisti hanno improvvisato un palco di legno, fino alle 9 del mattino non c’era ancora nessun oratore né si è saputo qualcosa del messaggio che avrebbero inviato. Dal mese di novembre la pagina web di Enlace Zapatista annuncia che presto si sentirà la parola dell’EZLN.
 
Dal 7 maggio 2011, quando l’organizzazione indigena appoggiò la marcia del poeta Javier Sicilia con una concentrazione di massa a San Cristobal de las Casas, gli zapatisti non si vedevano per le strade delle città in Chiapas.

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Denuncia della GBG La Realidad del 23 Novembre

Non ci sembra di aver visto traduzioni o articoli riguardo questa
notizia del mese scorso, per cui rigiriamo un riassunto della situazione
e della denuncia della GBG La Realidad del 23 novembre fatta dal gruppo
ELCOR della Rete contro la Repressione Chiapas. Ci sembra grave la
situazione: con questo sono tre gli zapatisti attualmente in carcere.

Nodo Solidale

GBG zapatista di La Realidad denuncia l’arresto di due zapatisti e di
due loro familiari:
http://www.autistici.org/nodosolidale/news_det.php?l=it&id=2217

San Cristobal de Las Casas, 24 novembre 2012

“…dov’è la giustizia? I nostri compagni Anibal e Carlos  non hanno
commesso nessun delitto, sono innocenti, il loro unico delitto è essere
zapatisti” Leggi il seguito di questo post »

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Brevi video dalle lotte in Chiapas (nodosolidale)

LA LOTTA DEI CONTADINI DI TILA, ADERENTI ALL’ALTRA CAMPAGNA

VIDEO in Spagnolo

Un breve video (in spagnolo) che racconta, attraverso la voce di un compagno della comunità agraria, la giusta lotta dei contadini e delle contadine di Tila, attiv* nell’Altra Campagna zapatista per la difesa del proprio territorio di fronte alla volonta’ del Governo del Chiapas di privatizzarlo, attraverso un esproprio di 130 ettari corrispondenti al centro urbano di Tila.

Giovedi’ 2 agosto la Suprema Corte di Giustizia si pronunciara’ sulla risoluzione dell’inapplicazione della sentenza del 1302/2010, ovvero i giudici decideranno se i contadini continueranno a essere i proprietari collettivi dei 130 ettari o se riceveranno un indenizzo per questo territorio espropriato dallo Stato (sentenza poi rinviata, ndt).

I compagni e le compagne, di questa popolazione Ch’ol  ricordano che l’indenizzazione non è la soluzione, perché la terra non si vende: si ama, si defende e la si coltiva colletivamente.

Intervista audio di: Radio Zapatista
Immagini d’archivio dei contadini di Tila
Montaggio ed Edizione: Red contra la Represion Chiapas

La degna resistenza della comunità di San Francisco, Altra Campagna Chiapas

VIDEO (in spagnolo):

San Francisco si trova nel municipio di Teopisca, fra San Cristobal de Las Casas e Comitan, in Chiapas. Per liberarsi dall’oppressione dei latifondisti, e rivendicando il diritto alla terra, il gruppo “in difesa della terra e del territorio” di San Francisco occupo’ delle terre incolte, nel 1995.

Oggi sono aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona dell’EZLN e si coordinano nello spazio di lotta delle comunita’ di Semilla Digna, dell’Altra Campagna.

Il figlio del precedente proprietario terriero pretende lottificare e vendere una frazione delle terre recuperate, chiamata il “Desengagno”. Per questo motivo il 14 luglio del 2012, con un atto simbolico in difesa del territorio, la piccola comunita’ di San Francisco ha collocato un cartello su queste terre per impedirne la compra/venta e difenderle dalla privatizzazione:

LA TERRA E’ DI CHI LA LAVORA!

Nodo Solidale – Construyendo la resistencia global
http://www.autistici.org/nodosolidale/

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Lettera dalla val di Susa

Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l’associazione Materya, e il suo impegno per l’ambiente.

In Val di Susa c’è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.

Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un’opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di Messina.

TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.

Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.

Non mi dilungo sull’impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall’Enel perché ricca di Uranio, ma vi informo di questo:

I soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2% ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l’ha messa? Voi! O se preferite lo Stato italiano! Entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l’opera.

45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l’estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.

Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l’acqua minerale di Lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?

A proposito…non passeranno dalla Val di Susa le merci…Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto.

Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno..
Grazie del vostro tempo.. e chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro divulghi questa mail.

Claudio Guerra

Per saperne di più http://www.notav.eu

http://www.disinformazione.it

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