Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

E venne il giorno in cui il primo tiró il grilletto.

Strano, ma devo dire che un po ci speravo, un gesto isolato, indice di una situazione che ha dell’incredibile, che sputa in facca alla dignitá delle persone.
Da troppo tempo é chiaro il disegno di questa classe dirigente e solo gli stolti o chi ha troppa paura di aprire gli occhi non sanno vedere.
Mi piacerebbe pensare a Preiti come a un moderno, sfortunato Gaetano Bresci , ma ahimé dubito ci sia un ideologia e una consapevolezza dietro il gesto di quest’uomo. La bile peró é la stessa, l’impotenza davanti alle manovre a tutela degli itneressi del padrone. Adesso é il momento di scegliere se fare di quest’uomo un precursore o un vile delinquente, giá leggo di analisi sulla vita privata, un umo separato senza lavoro rovinato dal gioco d’azzardo, diciamo che gli sta andando bene, a Passanante hanno portato via il cranio esponendolo in un museo con la dicitura “criminale comune” a supporto di una tesi razzista sabauda che identificava i delinquenti dalla loro struttura ossea, ma il fatto é che la macchina del fango é giá partita, lavorando sull’idiozia dei benpensanti, e nascondendo l’altra faccia della medaglia, la stessa sulla quale ballano 12 colpi di pistola esplosi dai carabinieri contro 5 lavoratori l’altra sera a palermo . Aspetto a breve le prese di posizione della gente con la villetta, di quelli che la disperazione ancora la tengono lontano sacrificando la dignitá del loro vicino e del loro fratello, intanto ci pensano i vari Gasparri e Sallusti con perle di inaudita bassezza morale, ma tanto per conservare la loro fugura e sufficente alzarsi in piedi a supporto dei militari che partecipano a guerre di occupazione, quelli si che possono essere venduti come eroi.
Non mi resta che sperare in quella gente che ogni giorno deve fare i conti con la propria coscenza, in quelli che ancora ce l’hanno e che non si fanno prendere in giro, per dare a Preiti quel che é di Preiti (e togliere se fosse necessario), forse domani si fará avanti qualcuno che non sbaglierá bersaglio.

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Saviano é molto peggio della Camorra

Di Paolo Barnard

Potrei fare a pezzi l’ultima uscita di Roberto Saviano sul New York Times con una pesante e uggiosissima sfilza di critiche tecniche a molte delle sue parti. Ma non è necessario. Che questo sciagurato falsario morale – un servile apologista dei colossali crimini d’Israele mai mosso da un grammo di pietà per il genocidio dei palestinesi, ma ostentatamente dilaniato dal ‘genocidio’ dei campani per mano della Camorra (che ha ammazzato in 30 anni quello che Israele ha ucciso in un singolo bombardamento sui contadini del Libano in pochi mesi, solo uno dei tanti crimini contro l’umanità di Tel Aviv) – sia una vergogna nazionale l’avevo già scritto, un pupazzo editoriale autore di un libro sulla Camorra che ha rivelato di quell’organizzazione cose che hanno fatto sbadigliare mezza Campania. Leggi il seguito di questo post »

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Estinzione in corso.

Due giorni fa gli scontri nel cantiere della Maddalena a Chiomonte hanno messo in evidenza i meccanismi difensivi del fossile politico italiano. Le reazioni delle varie parti non si sono fatte attendere, mosse da un unanime solidarietá verso il capo della digos di Torino Giuseppe Petronzi, ferito dal lancio di una bomba carta. Ma mentre Bersani, forse memore di appartenere comunque ad uno schieramento che in teoria (ma solo in teoria) si colloca in un improbabile centro-sinistra, invita le parti politiche a considerare il prboblema non solo inviando forze dell’ordine, alla quale comunque va la sua solidarietá, ma sensibilizzando e denunciando la questione (cazzo vorrá dire poi?… mi sembra che in val di Susa il problema, i militanti, lo stiano denunciando da tempo!), il resto degli illustri statisti del nostro tempo si esibisce in un rigurgito di banalitá in difesa di uno scempio promesso a troppi amici. Leggi il seguito di questo post »

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Storia di un linciaggio mediatico.

Oggi ci è arrivata la notizia della morte di Vittorio Arrigoni, al dolore per la morte di una persona che si è messa in gioco in prima persona per combattere le ingiustizie, si aggiunge lo sdegno per una questione, che con Vittorio ha a che fare solo in maniera marginale: un legame di amicizia fra i due protagonisti involontari di vicende cupe e tristi, un impegno intellettuale comune in difesa delle genti palestinesi, l’una uccisa vigliaccamente con modalità e rivendicazioni che lasciano aperti molti interrogativi e l’altra fatta oggetto di particolari attenzioni volte a screditarla a causa delle sue idee.
Della prima triste storia si sentirà parlare molto in questi giorni, con la solita prassi della mercificazione della notizia, con i soliti sciacalli al lavoro e poche risposte serie sui perché di una morte a 36 anni, è per questo che non voglio parlarne. La seconda invece ci offre uno spaccato ideale sulle meccaniche di un sistema mediatico tarlato, trasformato in un apparato di propaganda funzionale alle priorità dei potenti.

Ho già avuto modo di menzionare come “Repubblica” affronta le notizie scomode in questo post, ma continuo ad averne conferma quotidianamente, sopratutto quando mi trovo davanti ad articoli come quello del “dott. Pasqua” che in uno scanzonato e autorevole intervento del 14 aprile, dal titolo “La prof. negazionista del Manzoni: Basta col mito dell’olocausto!”, ci dava saggio della pochezza morale con la quale ci si “dovrebbe” comportare vestendo i pani di un giornalista accreditato.
Cloro , è questo il nick della professoressa in questione, non è una giornalista, l’unico modo che ha per discutere delle proprie idee è un blog, dove una ristretta cerchia di amici si confronta su tematiche importanti e spigolose, spesso in termini “non graditi” a qualcuno. I blog, come è noto, sono dei libri aperti per tutti gli occhi, è non è raro che a leggerli ci capiti qualcuno particolarmente sensibile (moralmente o materialmente) agli argomenti trattati, fatto sta che, a quanto pare, il giornalaio di pasqua, ha trovato così irriverenti i contenuti del blog di Cloro da dichiararli, a nome di tutti e senza nessun ragionevole dubbio, di matrice inequivocabilmente negazionista. Lo scandalo è servito.
Ho letto attentamente la risposta di Cloro, sul suo blog, non certo su un periodico di fama internazionale (che dio ci salvi) come Repubblica, e il profondo sdegno che ho provato ha trovato il giusto eco nelle sue parole.
L’inclinazione anti-sionista della professoressa è stata condannata, e la punizione messa in atto con la più vile delle procedure, quella del linciaggio mediatico, proprio di quell’elite che, con la realtà, proprio non vuole fare i conti, preferendo trincerarsi dietro il tentativo, fin troppe volte riuscito, di manipolarla.
Nell’articolo di Marco Pasqua, ci sono riferimenti a frasi decontestualizzate tratte dal blog, con improbabili parallelismi con l’affaire Faurisson e conclusioni che troppo facilmente si tenta di imporre come verità assolute.
Cloro è una persona con idee pericolose, sembra sentenziare il giornalista, ed è per questo che non dovrebbe occupare una posizione “delicata” come quella dell’insegnante, e non importa sapere come lei svolga il suo lavoro, non importa valutare la dedizione con la quale insegna e che, magari, le impone anche di parlare con i suoi alunni di temi complessi come la questione del conflitto Israelo-Palestinese.

Oggi ho avuto l’ennesima conferma di come sia squallida la realtà che ci circonda, del risibile spessore morale e intellettuale degli attori di questa grossa fiction, applaudita da un pubblico che fa troppa fatica a pensare, con la coscienza imbavagliata dal benessere apparente dei consumi.
Solidarietà a Cloro, sebbene non abbia mai avuto l’onore di conoscerla.

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Arrivano i Saraceni!!!

Quattro mesi fa la sommossa Tunisina aveva suscitato preoccupazioni per la probabile ondata di clandestini in arrivo. In 4 mesi, l’immobilità del governo, ha assunto contorni grotteschi tanto da sembrare assurda sopratutto alla luce di una maggioranza in cui conta parecchio la presenza “intransigente” di una Lega Nord che una volta ce l’aveva duro…
Poi però ci si rende conto che il ministro degli interni è leghista, e allora la cosa diventa davvero strana.
Situazioni di tensione e caccia all’immigrato nei campi di accoglienza, (che guarda caso sono situati in molte regioni, ma in nessuna di quelle dove la lega è forte ) anche in realtà che si sono sempre contraddistinte per l’ospitalità e la solidarietà verso chi fugge, terre di buon vino come Manduria, che ha nella terra il calore e il sudore di gente semplice e vera, anche li ha preso il sopravvento un clima di razzismo e intolleranza degno delle migliori tradizioni balcaniche.
Ma chi ne esce rafforzato? Alla fine sicuramente i partiti di destra che raccoglieranno i voti di un sud esasperato dalla loro incompetenza e dall’attitudine tutta italiana di svendere i diritti dei cittadini per una manciata di voti.
Non voglio credere che la tecnica di scatenare guerre fra poveri sia ancora così semplice da attuare nel ventunesimo secolo, non posso pensare che sia ancora così facile controllare l’opinione pubblica.

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