Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

La memoria degli infedeli.

Oggi é stato il giorno del ricordo, quello di un ragazzo di 20 anni assassinato da uno stato repressivo. Oggi é stato il giorno della sua memoria, nessuna grande manifestazione, nessun riconoscimento e nessun titolo di giornale. Oggi lo abbiamo ricordato noi, vecchi e nuovi, fra le indifferenze e le calunnie dei borghesi benpensanti.
Ancora oggi dopo undici anni quel maledetto pomeriggio rimane immerso in una nebbia di bugie e ignoranza, dalle cariche ingustificate dei carabinieri su un corteo autorizzato e (fino a quel momento) pacifico, alle teorie dei sassi che deviano proiettili, tutto fino ad arrivare allo scempio di un corpo, forse ancora vivo, nel tentativo di fabricare l’ennesima menzogna: la pietra assassina di un compagno. Tutto é ancora senza un perché che ci faccia respirare. Tante teorie e una veritá semplice, scomoda, che sta li, sotto gli occhi di tutti, guardata con diffidenza dai complici piú corrotti di questi crimini, gli indifferenti. Ma sebbene il dramma dell’indifferenza altrui sia qualcosa con la quale ci siamo abituati a vivere, fa male vedere ancora le ignoranti e ipocrite sentenze della maggior parte della gente comune e immagino quanto quelle parole possano far male ai genitori di Carlo, gente mite e coraggiosa, sempre e comunque fedele all’amore per un figlio che sapevano essere nel giusto.
E allora continuiamo cosí, ricordando Carlo per quello che era, non un martire, non un criminale, ma un ragazzo come tanti, pieno di speranze e voglia di vivere. Continueremo a ricordarlo consapevoli di coltivare una memoria scomoda, che tennteranno di infangare ad ogni passo, lo faremo consapevoli, purtroppo, di buttare sale sulle ferite aperte nei cuori di chi gli voleva bene, perché nessuno di noi fará mai un passo indietro nella lotta per difendere la dignitá che troppi sciacalli e indifferenti vogliono sottrargli.

Coltiveremo la sua memoria come infedeli di questa societá che ci vuole allineati e obbedienti, e che punisce, impaurita, assassinando chi non china la testa.

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Padroni di schiavi che dimenticano.

Una lettera, che ha quasi la mia etá. Tempi lontani e luoghi distanti, sembra quasi un’altra era, ma nel seguire i fili della storia e dei fatti, che le scuole e l’istruzione ignorano sempre di piú lasciando spazio a giorni della memoria propagandistica, mi accorgo dei legami che ancora oggi ci sono fra quello che costruiamo ogni giorno e i nefasti fatti di un passato non troppo remoto, e allora capisco.
Il Fondo Monetario Internazionale, le multinazionali e le tessere della P2 affiorano come cadaveri galleggianti nel fiume della memoria di questa faccenda, e in questa lettera, in questo prezioso documento, emerge tutta la chiarezza dei loro coinvolgimenti, visti da un grande uomo che un giorno dopo aver pubblicato le sue parole é scopmarso nel nulla. Leggi il seguito di questo post »

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Astinenza terapeutica.

3 mesi di completa astinenza, da questo luogo, da queste pagine . Avevo lasciato il mio diario di polemiche a fermentare, credendo di trovare piú tempo per finire finalmente il mio libro, in un periodo dove l’ennesimo cambiamento mi avrebbe sottratto inevitabilmente tempo ed energie. Il libro á ancora in alto mare, come se, nel sospendere i miei sforzi di comunicazione telematica, si fosse interrotto anche il flusso di energie creative per la scrittura.
Queste parole sono un sintomo del mio malessere, di quello che continua a rodermi dentro. Per una volta saranno anche parole riguardanti una sfera personale che non condivido con molto entusiasmo, per il semplice fatto che ne sono geloso.
In questi giorni ho ricevuto nuovamente notizie di una persona che, per motivi istinitvi e sconosciuti, ha sempre suscitato in me molta stima. Riscoprire il suo mondo e le sue parole ha riacceso qualcosa e mi ha dato la possibilitá di constatare che certe cose, per fortuna, non cambiano mai troppo. Ho riguardato quello che avevo lasciato in sospseso, ho aperto questa pagina e sono tornato a vivere.

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Editoriale n°0

L’ignoranza  aiuta a  vivere meglio, se non nasci nel posto sbagliato è ovvio, ma per pensarla solo nei limiti di un mondo occidentale benestante, ignorare tutto quello che accade ed è accaduto, può solo far vivere meglio. Un macigno sopra i soprusi e le ingiustizie è come un antidolorifico per una fastidiosa infiammazione… “occhio non vede (o fa finta di non vedere) cuore non duole”… me lo diceva sempre mia nonna.

Ma noi apparteniamo alla categoria dei masochisti, quelli a cui piace il dolore intellettuale, che si torturano la coscienza indignandosi per quello che questa nostra “progredita” società nasconde per il nostro bene….

La necessità di scrivere queste pagine virtuali viene da un profondo senso di inadeguatezza a questo mondo, la sensazione di una permanente ingiustizia e di una più grave indifferenza. Ogni volta che guardo mio figlio negli occhi ho un misto di orgoglio e senso di colpa: che ne sarà di lui?
L’incapacità di restare passivo mi porta qui, sugli angoli della rete a cercare fonti, informazioni, ad indignarmi e ad urlare più forte che posso, ma anche ad ascoltare, a riflettere e a cercare sempre un perchè…
Il Francotiratore allora spara… ogni volta con la possibilità di sbagliare ma senza paura, convinto che il silenzio e l’immobilità siano il male maggiore, forte della sua “invulnerabilità” intellettuale e disposto a morire pur di non tacere…

Il Francotiratore non sono io, ma il gruppo di persone che partecipa a questo progetto, amici, conoscenti o semplicemente delle persone che hanno abbracciato questo fragile sogno con l’intento di proteggerlo, di dargli voce e di farlo crescere, ognuno con le sue motivazioni, la sua storia. So che un giorno potrò guardare mio figlio negli occhi provando solo l’orgoglio che ogni padre prova, conscio di aver fatto tutto il possibile per farlo vivere in un mondo più giusto…

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