Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

Digna Radio 7.0, notizie e analisi dal Messico che lotta

Digna Radio 7  PIRATA – 23.07.2012

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Estinzione in corso.

Due giorni fa gli scontri nel cantiere della Maddalena a Chiomonte hanno messo in evidenza i meccanismi difensivi del fossile politico italiano. Le reazioni delle varie parti non si sono fatte attendere, mosse da un unanime solidarietá verso il capo della digos di Torino Giuseppe Petronzi, ferito dal lancio di una bomba carta. Ma mentre Bersani, forse memore di appartenere comunque ad uno schieramento che in teoria (ma solo in teoria) si colloca in un improbabile centro-sinistra, invita le parti politiche a considerare il prboblema non solo inviando forze dell’ordine, alla quale comunque va la sua solidarietá, ma sensibilizzando e denunciando la questione (cazzo vorrá dire poi?… mi sembra che in val di Susa il problema, i militanti, lo stiano denunciando da tempo!), il resto degli illustri statisti del nostro tempo si esibisce in un rigurgito di banalitá in difesa di uno scempio promesso a troppi amici. Leggi il seguito di questo post »

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La memoria degli infedeli.

Oggi é stato il giorno del ricordo, quello di un ragazzo di 20 anni assassinato da uno stato repressivo. Oggi é stato il giorno della sua memoria, nessuna grande manifestazione, nessun riconoscimento e nessun titolo di giornale. Oggi lo abbiamo ricordato noi, vecchi e nuovi, fra le indifferenze e le calunnie dei borghesi benpensanti.
Ancora oggi dopo undici anni quel maledetto pomeriggio rimane immerso in una nebbia di bugie e ignoranza, dalle cariche ingustificate dei carabinieri su un corteo autorizzato e (fino a quel momento) pacifico, alle teorie dei sassi che deviano proiettili, tutto fino ad arrivare allo scempio di un corpo, forse ancora vivo, nel tentativo di fabricare l’ennesima menzogna: la pietra assassina di un compagno. Tutto é ancora senza un perché che ci faccia respirare. Tante teorie e una veritá semplice, scomoda, che sta li, sotto gli occhi di tutti, guardata con diffidenza dai complici piú corrotti di questi crimini, gli indifferenti. Ma sebbene il dramma dell’indifferenza altrui sia qualcosa con la quale ci siamo abituati a vivere, fa male vedere ancora le ignoranti e ipocrite sentenze della maggior parte della gente comune e immagino quanto quelle parole possano far male ai genitori di Carlo, gente mite e coraggiosa, sempre e comunque fedele all’amore per un figlio che sapevano essere nel giusto.
E allora continuiamo cosí, ricordando Carlo per quello che era, non un martire, non un criminale, ma un ragazzo come tanti, pieno di speranze e voglia di vivere. Continueremo a ricordarlo consapevoli di coltivare una memoria scomoda, che tennteranno di infangare ad ogni passo, lo faremo consapevoli, purtroppo, di buttare sale sulle ferite aperte nei cuori di chi gli voleva bene, perché nessuno di noi fará mai un passo indietro nella lotta per difendere la dignitá che troppi sciacalli e indifferenti vogliono sottrargli.

Coltiveremo la sua memoria come infedeli di questa societá che ci vuole allineati e obbedienti, e che punisce, impaurita, assassinando chi non china la testa.

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GENOVA 2001, nomi e cognomi.

La preparazione di Genova 2001, la protesta, il dopo G8, sono per molte ragioni il simbolo dell’emersione di punti di vista e di pratiche sociali che hanno segnato la storia di singoli cittadini, di movimenti e pure di media indipendenti. Indirettamente anche di Comune-info, che all’epoca non era nato, ma tutti i suoi promotori e redattori erano lì. Di seguito, un articolo che ricostruisce in modo puntuale quanto accaduto negli ultimi anni, partendo dai processi. Non lo leggerete sui «grandi» media. Fatelo girare, come hanno cominciato a fare Wu Ming e altri.

I commenti che sta suscitando la sentenza della cassazione sulla Diaz dimostrano almeno un fatto: Il G8 di Genova non si può derubricare ad una questione giudiziaria. Ma ora che lo stanno scrivendo anche i maggiori quotidiani italiani c’è un rischio: quello di dare le risposte sbagliate alle tante domande che si stanno ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica. E allora tanto vale la pena di chiarirne qualcuna e usare nomi e cognomi. Leggi il seguito di questo post »

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GENOVA NON È FINITA. DIECI, NESSUNO, TRECENTOMILA…

APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA

La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Leggi il seguito di questo post »

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