Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

L’Antisionista che non ti aspetti.

Da quando ho un opinione precisa sul conflitto Israelo-Palestinese, mi sono trovato spessissimo davanti all’accusa di essere antisemita, chiaramente non perché fosse vera, ma semplicemente perché, mancando di contenuti da opporre alle mie domande e, più in generale, da portare in un confronto, il personaggio di turno cercava di trovare una via d’uscita comoda e indolore alla situazione di palese difficoltà in cui regolarmente finiscono tutti quelli che si fanno portatori delle verità altrui. E’ l’elemento più classico del tentativo di censura che la propaganda sionista tenta di imporre a chiunque intenda criticare o anche semplicemente discutere sull’operato di Israele.
Affrontare la questione di questo conflitto in un solo post è inverosimile, ma oggi, nella mia costante opera di documentazione (devo recuperare il tempo perso), mi imbatto in alcune dichiarazioni che, sulle prime, mi sembravano appartenenti a qualche esponente della sinistra militante pro-palestina o di qualche intransigente Ayatollah:

“Un giorno di lutto per ricordare la nascita del Sionismo e dello stato di Israele deve essere sancito.”
“Noi sappiamo che le radici degli spargimenti di sangue nel Medioriente stanno nella filosofia del Sionismo e nel suo prodotto: l’esistenza dello stato di Israele.” 
“Stiamo aspettando la cancellazione del Sionismo e dello Stato di Israele.” 

Queste sono solo tre delle dichiarazioni nel fiume di parole che alcuni fra i più devoti ebrei al mondo pronunciano di continuo; sono i rabbini ultraortodossi che fanno della Torah (la legge religiosa ebraica) la loro ragione di vita, vantando l’interpretazione più fedele alle parole del Messia. Secondo questi religiosi la religione ebraica e l’esistenza del popolo ebraico stesso (che ricordiamo viene definito tale in quanto accomunato da una religione e non da elementi culturali, geografici o linguistici comuni), è fondata sul principio che: “il popolo ebraico vive in uno stato di esilio per volere di Dio Onnipotente… gli ebrei sanno che furono esiliati dalla loro terra poichè non mantennero gli alti principi che gli furono richiesti. Questo esilio è la situazione in cui ci troviamo ancora oggi. Una parte fondamentale del nostro credo è di dover accettare con umiltà il decreto divino sull’esilio, e non di combatterlo o di porvi fine con mezzi nostri.”

Dunque, secondo le sacre scritture della religione ebraica, la fondazione dello Stato di Israele non è niente di più di una blasfema violazione del volere divino, e i primi sionisti non furono altro che i primi, malvagi peccatori in questo senso.

Associazioni  dai nomi come Hazon Ish, Bene Yoel e molte altre, riuniscono da tempo questi studiosi e religiosi sopratutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, vantando fra le loro fila rabbini noti quali Dovid Weiss, Ahron Choen, Elchonon Wasserman; il loro obiettivo e di far sapere alla gente che l’identità ebraica è stata di fatto “scippata e stravolta” da una potentissima minoranza israelita, rappresentata dalle comunità d’affari degli ebrei occidentali, che alla fine dell’ottocento si riunì attorno al Movimento sionista. Queste associazioni si sono spesso adoperate in difesa dei diritti palestinesi, all’estero e in Israele, subendo aggressioni e arresti da parte della polizia. Ciò che essi vanno predicando li mette in continuo contrasto con le autorità dominanti, proprio perché se la gente sapesse le loro ragioni, verrebbero stravolte e demolite in un sol colpo tutte le convinzioni occidentali sulle motivazioni Israeliane nella rivendicazione della terra promessa.
La conoscenza dei fatti storici d’altro canto basterebbe ad affrontare la questione da un punto di vista diverso, troppe volte infatti la sapiente pressione delle lobby sioniste sull’informazione, ci porta a considerare la questione del conflitto dal ’64 in poi (anno della fondazione dell’OLP) nel migliore dei casi, addirittura per molte persone i problemi fra arabi e ebrei cominciano con la prima Intifada dell’87, ma tutti sapientemente tacciono sulle vessazioni che i palestinesi subirono per il mezzo secolo precedente, nascondendo “sotto il tappeto” le origini dei sanguinosi eventi che ancora oggi ci portiamo dietro.

“Secondo la Torah e la fede ebraica, l’odierna pretesa degli arabi palestinesi di governare la Palestina è giusta. La prestesa sionista è sbagliata e criminale.. E’ una tragedia per i palestinesi e anche per il popolo ebraico.”

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2 Responses

  1. nadia ha detto:

    post lodevole ! complimenti….realta’!

  2. P★S ha detto:

    Ante la barbarie sionista… TODOS SOMOS PALESTINOS !!
    Solidaridad Internacional con los oprimidos, con los pueblos en lucha !!
    Boicot Israel, boicot 729 !!

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