Il FRANCOTIRATORE

spari sull'indifferenza

E venne il giorno in cui il primo tiró il grilletto.

Strano, ma devo dire che un po ci speravo, un gesto isolato, indice di una situazione che ha dell’incredibile, che sputa in facca alla dignitá delle persone.
Da troppo tempo é chiaro il disegno di questa classe dirigente e solo gli stolti o chi ha troppa paura di aprire gli occhi non sanno vedere.
Mi piacerebbe pensare a Preiti come a un moderno, sfortunato Gaetano Bresci , ma ahimé dubito ci sia un ideologia e una consapevolezza dietro il gesto di quest’uomo. La bile peró é la stessa, l’impotenza davanti alle manovre a tutela degli itneressi del padrone. Adesso é il momento di scegliere se fare di quest’uomo un precursore o un vile delinquente, giá leggo di analisi sulla vita privata, un umo separato senza lavoro rovinato dal gioco d’azzardo, diciamo che gli sta andando bene, a Passanante hanno portato via il cranio esponendolo in un museo con la dicitura “criminale comune” a supporto di una tesi razzista sabauda che identificava i delinquenti dalla loro struttura ossea, ma il fatto é che la macchina del fango é giá partita, lavorando sull’idiozia dei benpensanti, e nascondendo l’altra faccia della medaglia, la stessa sulla quale ballano 12 colpi di pistola esplosi dai carabinieri contro 5 lavoratori l’altra sera a palermo . Aspetto a breve le prese di posizione della gente con la villetta, di quelli che la disperazione ancora la tengono lontano sacrificando la dignitá del loro vicino e del loro fratello, intanto ci pensano i vari Gasparri e Sallusti con perle di inaudita bassezza morale, ma tanto per conservare la loro fugura e sufficente alzarsi in piedi a supporto dei militari che partecipano a guerre di occupazione, quelli si che possono essere venduti come eroi.
Non mi resta che sperare in quella gente che ogni giorno deve fare i conti con la propria coscenza, in quelli che ancora ce l’hanno e che non si fanno prendere in giro, per dare a Preiti quel che é di Preiti (e togliere se fosse necessario), forse domani si fará avanti qualcuno che non sbaglierá bersaglio.

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Francisco Sántiz López è libero

La Jornada – Sabato 27 gennaio 2013
Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 25 gennaio. Francisco Sántiz López, base di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), è uscito questo pomeriggio dal carcere di San Cristóbal per insufficienza di prove dopo 13 mesi e mezzo di prigione.
Padre di otto figli e nonno di 12, contadino e commerciante tzeltal che milita nelle basi zapatiste da più di 20 anni, appena uscito dal carcere ha dichiarato: Continueremo a seguire la lotta nell’EZLN, a seguire la strada, vinceremo.
La richiesta della sua liberazione aveva suscitato un movimento internazionale di solidarietà in circa 30 paesi che hanno manifestato per tutto il 2012 in piazze pubbliche e di fronte a consolati ed ambasciate del Messico nei cinque continenti. In queste mobilitazioni è stata chiesta anche la liberazione di Alberto Patishtán Gómez, aderente dell’Altra Campagna chè è in prigione dal 2000. (….)
La liberazione del civile zapatista è stata accelerata ieri quando il magistrato Leonel Jesús Hidalgo ha ordinato di risolvere in 24 ore la sua situazione giuridica, considerando che non sono state considerate tutte le prove esistenti a beneficio di Sántiz López che indicano che non partecipò agli eventi che gli sono imputati.

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L’EZLN ANNUNCIA I SUOI PROSSIMI PASSI – Comunicato del 30 dicembre 2012

30 DICEMBRE 2012
AL POPOLO DEL MESSICO:
AI POPOLI E GOVERNI DEL MONDO:
FRATELLI E SORELLE:
COMPAGNI E COMPAGNE:
LO SCORSO 21 Dicembre 2012, ALLE PRIME ORE DELL’Alba, IN Decine Di Migliaia Di IndigenI ZAPATISTI ci SIAMO MOBILITATI ED ABBIAMO PRESO, Pacificamente E In Silenzio, cinque CAPOLUOGHI Municipali NELLO STATO SUDORIENTALE MESSICANO DEL CHIAPAS.
NELLE CITTÀ DI PALENQUE, ALTAMIRANO, LAS MARGARITAS, OCOSINGO E SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS, VI ABBIAMO GUARDATO ED ABBIAMO GUARDATO NOI STESSI IN SILENZIO.
IL NOSTRO NON E’ UN MESSAGGIO DI RASSEGNAZIONE.
NON E’ DI GUERRA, DI MORTE E DISTRUZIONE.
IL NOSTRO E’ UN MESSAGGIO DI LOTTA E RESISTENZA. Leggi il seguito di questo post »

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EZLN: fine e principio

zapatistasProprio quando si trastullava nell’illusione di assurgere a personaggio di prestigio mondiale, Carlos Salinas ricevette il colpo che distrusse la sua immagine gonfiata. Là, lontano, apparve l’EZLN, in quella rustica San Cristóbal de las Casas, così folcloristica, e nel truculento mercato di Ococingo, nelle sconosciute Margaritas ed in altre località remote. Di sorpresa, un’accozzaglia di indios si era sollevata in armi all’alba dal primo giorno del ’94. Leggi il seguito di questo post »

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Il silenzio che pesa come un macigno.

Quando stamane sono iniziate ad arrivare le prime nostizie frammentarie non sapevamo cosa aspettarci. Sono passate ore, i trepidante attesa di informazioni che arrivavano a singhiozzo: San Cristóbal, Ocosingo, Palenque, Las Margaritas…. migliaia di basi d’appoggio del EZLN, marciavano ordinati e silenziosi in diversi municipi, nemmeno un disordine e gli occhi del mondo intero puntati addosso.

Stiamo ancora aspettando l’evolversi della situazione, a San Cristóbal almeno 10 mila zapatisti hanno improvvisato un palco davanti alla cattedrale e sono saliti tutti indistintamente e ordinatamente sul palco, nessun dirigente, nessun individualitá… nemmeno una parola. Un ora in cui tutti sono saliti alzando il pugno al cielo su uno scenario modesto e unico al tempo stesso…

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